L’Art Deco a Miami racconta una storia affascinante
che parte dagli anni ’20 e ’30 del secolo scorso…
mentre in Italia muoveva i suoi primi passi la leggenda Maserati

L’Art Deco a Miami racconta una storia affascinante che si snoda tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, un periodo di rinascita architettonica e culturale che ha plasmato in modo indelebile il paesaggio urbano della città.
Il gioiello più fulgido di questo movimento è senz’altro rappresentato da Ocean Drive, il cuore pulsante di Miami Beach. La città sorge su una lunga striscia di sabbia (in verità un’isola) indipendente dalla Miami vera e propria, alla quale è collegata da tre spettacolari ponti.
Lungo Ocean Drive (un bel viale che dalle nostre parti chiameremmo “lungomare”) l’Art Deco si esprime in tutta la sua magnificenza attraverso una serie di edifici iconici, che hanno contribuito alla popolarità  della città della Florida.

Nello stesso periodo del secolo scorso, da questa parte dell’Oceano Atlantico, prendeva invece le mosse una piccola casa automobilistica destinata ad una storia lunga e di successo. La prima automobile firmata Maserati fu infatti la Tipo 26 del 1926 (derivata da una vettura Diatto) e nello stesso anno Mario Maserati (l’unico dei fratelli che in realtà non lavorava in azienda) disegnò il logo del Tridente, ispirandosi al Nettuno del monumento visibile nel centro di Bologna.                                                                              Da allora a suo modo anche Maserati ha contribuito a segnare lo stile lungo un secolo, attraverso una serie infinita di modelli le cui forme sono strettamente imparentate con l’arte, la scultura e l’architettura.

Tra le opere architettoniche più distintive di Miami Beach, spicca il Colony Hotel, con la sua facciata colorata e le linee geometriche audaci. Costruito nel 1935, il Colony è un autentico esempio di quella variante dell’Art Deco che privilegiava forme “aerodinamiche” e curve fluide, caratteristiche che ritroviamo nelle belle “Gran Turismo” americane (e non solo) di quell’epoca ma pure nella splendida Maserati GT odierna, un’automobile capace di offrire una bellezza “sospesa” nel tempo, lontana dalle mode e per questo ancora più affascinante.
Le proporzioni sono quelle classiche delle Maserati GT, con il cofano lungo e la linea del tetto che scende in modo dinamico. Le linee sono sinuose e i volumi morbidi con una nota più “muscolosa” sui passaruota.

Il frontale è caratterizzato dalla fanaleria verticale mentre la fanaleria posteriore presenta un mix tra la forma boomerang (classica di tante Maserati del passato) e quella di un arpione.
In questo inno alla bellezza non vanno dimenticati i colori. Oltre a quelli base (Bianco, Grigio Maratea, Grigio Maratea Matte, Nero Ribelle, Blu Emozione e il Blu Nobile dell’esemplare oggetto del servizio) sono disponibili moltissime colorazioni e abbinamenti speciali grazie alla possibilità di personalizzare la propria auto con materiali esclusivi, nell’ambito del programma di personalizzazione “Maserati Fuoriserie”.

Una nota la meritano anche i cerchi, offerti in quattro differenti design con finiture differenti, per arrivare a sette diversi opzioni in totale e anche le pinze freno sono disponibili in sette colorazioni differenti.

Continuando il percorso lungo Ocean Drive un’attenzione particolare la merita il Breakwater Hotel. Costruito nel 1936 da Anton Skislewicz, l’hotel fu concepito in un periodo in cui Miami era in piena crescita come destinazione turistica e l’Art Deco, con la sua estetica moderna e innovativa, si sposava perfettamente con l’entusiasmo del tempo, creando una fusione di stile e funzionalità.

L’iconico edificio presenta una facciata “sfaccettata” e con una serie di dettagli ornamentali inimitabili che, all’epoca, tendevano a sottolineare il lusso e l’eleganza del sito. E infatti, il Breakwater Hotel divenne rapidamente un punto di riferimento famosissimo, “chic” e cosmopolita. Nel corso dei decenni successivi, il Breakwater Hotel ha subito varie fasi di restauro e oggi i visitatori possono ammirare non solo la sua facciata ma anche gli interni accuratamente recuperati, che offrono un viaggio nel tempo attraverso l’opulenza e lo spirito innovativo dell’Art Deco.

Ma, se parliamo di interni, quelli della Maserati GranTurismo Trofeo non temono discussioni.
L’ambiente è un trionfo del “saper fare” italiano ed è, ovviamente, quello di una vettura sportiva, con un design molto dinamico e la plancia che presenta una parte superiore sottile e leggera.
I sedili sono eccellenti: riprendono le lavorazioni della plancia anche sullo schienale, sono comodi e con i poggiatesta integrati.
Nel volante i pulsanti Start/Stop e Drive Modes Control sono integrati al centro mentre gli inserti sono in nero lucido e le cuciture sono intonate al colore del pellame.
La vita a bordo è scandita dai tanti supporti digitali. Il Touchscreen centrale da 12.3” e il comfort display da 8.8” sono ben posizionati mentre si fanno particolarmente apprezzare i controlli del climatizzatore semplici e rapidi. Infine, va sottolineato che il cruscotto digitale da 12.2” offre elementi grafici dettagliati ed è personalizzabile tramite quattro diversi layout grafici.
L’unico appunto che si sentiamo di fare riguarda la scelta di affidare le opzioni del cambio automatico (drive, retro, parking) ad una serie di pulsanti: personalmente preferiamo ancora la vecchia leva centrale, più intuitiva e comoda da utilizzare.

Ma voltiamo pagina e, lasciandoci alle spalle forme, stile e comfort, dobbiamo anzitutto sottolineare come la scocca della nuova GT faccia un ampio uso di materiali leggeri (alluminio per il 65% e magnesio) unitamente ad acciai speciali impiegati per le funzioni più critiche. Ne deriva un’auto molto leggera e rigida, nonostante le dimensioni generose.
Il cuore della GranTurismo è propulsore V6 Nettuno, un sei cilindri twin turbo da 3000 cc capace di 550 cavalli nella declinazione Trofeo, che si sviluppa attorno alla tecnologia MTC, (Maserati Twin Combustion). Attraverso questo innovativo processo la combustione, al propagarsi della fiamma, viene trasferita dal volume della precamera al volume della camera di combustione tradizionale mediante una serie di fori. Da ciò deriva una combustione più rapida ed efficiente ma la vera innovazione è l’utilizzo di questo componente in congiunzione ad una seconda candela che, unita al doppio sistema di iniezione, fa coesistere i due sistemi di combustione. Questa soluzione permette di ottimizzare potenza, coppia e consumi in qualunque condizione, senza alcuna discontinuità in termini di performance, rumorosità e comfort di guida. Si tratta quindi di un motore sofisticato ma in grado di offrire alte prestazioni in modo fluido e docile.

Tutte le GranTurismo sono dotate di trasmissione All-Wheel-Drive e la scelta di posizionare il differenziale anteriore in linea con il motore ha permesso di adagiare il motore più in basso, posizionando le masse in modo ideale e migliorando il profilo della vettura.

Molto sofisticato è stato anche studio aerodinamico, su cui influisce non poco l’assetto stesso della GranTurismo. Infatti, le molle ad aria con controllo di assetto permettono alla vettura di adattarsi nel modo migliore alle condizioni d’uso: dalla guida nei tratti misti, all’ottimizzazione dell’efficienza a medie-alte velocità fino alla massimizzazione della deportanza nel drive mode CORSA. Una vera gestione “attiva” dell’aerodinamica.

GranTurismo nelle versioni con motori termici (Modena e Trofeo) ha quattro diverse modalità di guida: COMFORT, GT, SPORT, CORSA a cui si aggiunge la possibilità ESC-OFF che esclude ogni controllo elettronico. La modalità di guida predefinita all’avvio è la GT, che garantisce tanto comfort senza rinunciare alla dinamicità caratteristica di una vera Maserati. COMFORT è invece la modalità ideale per una guida rilassata: le sospensioni sono regolate per il massimo comfort e motore e trasmissione rispondo ai comandi con minor reattività.
La modalità SPORT offre invece le migliori prestazioni dinamiche. La sonorità di scarico aumenta, il motore esprime il massimo delle prestazioni, il cambio diventa veloce e reattivo ed il setup delle sospensioni esalta la dinamica di guida. Il controllo di trazione lascia una maggiore libertà al controllo da parte del driver che in condizioni di sicurezza eventualmente può anche decidere di disattivare l’ESC. Infine, la modalità CORSA permette l’esperienza più estrema e senza compromessi, ma è meglio riservare solo alla pista questa opzione.
Sono ovviamente presenti tutti i sistemi di assistenza alla guida. In particolare, tra i diversi sistemi ADAS L2, il sistema attivo di mantenimento corsia è arricchito dall’Emergency Lane Keeping, che protegge gli occupanti con manovre di sterzo molto decise nelle situazioni di collisione imminente.

Una caratteristica fondamentale di GranTurismo è anche la nuova architettura elettronica.
Al centro di questa il Vehicle Domain Control Module (VDCM) è il “master controller della vettura”, un vero e proprio direttore d’orchestra che governa tutti i sistemi fondamentali di dinamica ed interagisce con il guidatore tramite il drive-modes selector, situato sul lato destro del volante.
Questa soluzione hi-tech controlla la vettura a 360°, integrando informazioni ed operando su tutti i sistemi principali del veicolo al fine garantire le massime prestazioni e la miglior esperienza di guida.

Al volante la GranTurismo è veramente entusiasmante: nonostante la lunghezza (m. 4,70) e il peso (1975 kg.) è estremamente maneggevole e precisa. Davvero sorprendente l’inserimento in curva, preciso e rapido. L’auto è particolarmente stabile e la gestione “intelligente” di assetto e coppia contribuisce a mantenere sempre l’equilibrio ottimale, anche su strade particolarmente dissestate o impegnative per quanto concerne i trasferimenti di carico.
La frenata è all’altezza della situazione: progressiva e al contempo aggressiva quanto basta. E la notevolissima spinta del motore Nettuno fa il resto.
Purtroppo le strade della Florida (dritte e senza curve per decine e decine di chilometri) non sono l’ideale per far esprimere in pieno queste caratteristiche e in parte mortificano le enormi qualità dinamiche di un’auto che, comunque, lungo la Ocean Drive di Miami Beach fa girare la testa ad americani e non… anche grazie al magnifico “rombo” garantito dalla modalità SPORT.