Non è più l’Espace che 40 anni fa stupì il mondo
“inventando” il segmento dei monovolume.
Quella di oggi è una gradevole crossover,
stracarica di eccellenti contenuti tecnologici

Diciamolo subito, questa (ottima) Espace non ha nulla a che fare con l’Espace degli anni “80, una vettura che a suo modo “fece la storia” inventando un segmento, quello dei monovolume, che in Europa era assolutamente assente.
Erano anni di grande fermento in quasi ogni settore e Renault decise di spingersi oltre il consueto, mettendo in strada un veicolo che poteva presentare tutti i vantaggi di una berlina, ma anche quelli di un veicolo commerciale?

All’interno di Renault allora si parlava di una “terza via”, senza capire bene dove tutto quello potesse portare. Per logica industriale, Renault si orientava verso Trafic, un veicolo commerciale moderno che gli ingegneri cercarono di “berlinizzare”.
Ma, nello stesso periodo o e con la massima segretezza, in Matra stava riflettendo su un “furgone alla francese”.
I casi della vita fecero sì che Renault e Matra si incontrarono nel 1983 e, decidendo di collaborare, partirono dal progetto Matra, già molto avanti a livello di concezione del monovolume.
Ma Renault impose le sue idee iniziali: il pavimento piatto, l’abitacolo modulabile a 5 o 7 sedili, il motore da 2 l. della 25 e uno stile più morbido.
Nacque così la Renault Espace, un’auto rivoluzionaria, frutto di un “mix automobilistico” dove confluirono le caratteristiche vincenti di modelli diversi tra loro come Renault 25, Renault 21 Nevada e Trafic.                                        I primi mesi furono difficili. Ma come poteva essere altrimenti per un veicolo che non rientrava in nessuna delle categorie esistenti e che veniva venduto per più di 100.000 franchi (il prezzo di un’auto di alta gamma)?

Il successo arrivò, con un po’ di ritardo, nel 1985 e, a decretarlo furono le famiglie.
Scelto dai bambini, guidato dalla madre e acquistato dal padre, l’Espace si impose su un mercato che resterà a lungo privo di concorrenza.
Le prime tre serie furono fabbricate da Matra, ma dalla quarta serie del 2003 Renault decise di produrre l’Espace da sé, incaricando Matra di fabbricare per lei la Avantime.
Ma non si può restare ancorati al passato (seppure un passato di successo) e la storia recente ci racconta che il mercato delle monovolume è andato progressivamente scemando in favore dei SUV e delle crossover e pertanto la Casa francese decise di introdurre, alla fine del 2014, un nuovo modello di tipo crossover.
Quella attuale è quindi la sesta generazione di Espace e propone una 7 posti (di chiara derivazione Austral) che, a nostro parere, strizza l’occhio alle station wagon del passato… che sia un ritorno al futuro di quelle che in Italia chiamavamo “famigliari”?

Completamente rinnovata, la piattaforma CMF-CD preannuncia la totale trasformazione delle gamme delle marche dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi a livello di compatte e segmenti superiori. Austral ed Espace, che sono i primi modelli Renault ad adottarla, possono contare su una nuova architettura, un telaio e uno sterzo rivisitati, nonché sulle più recenti tecnologie a bordo.
Espace conta su un telaio in grado di offrire un comportamento equilibrato e confortevole. Anche la scocca più rigida e l’ottimizzazione delle molle e degli ammortizzatori delle sospensioni hanno permesso di ottenere ottimi livelli di vibrazioni e rumorosità, senza compromettere le prestazioni.
Il telaio si declina in due versioni: assale flessibile a torsione, per le versioni a due ruote sterzanti, e retrotreno multilink per le versioni equipaggiate con il sistema 4CONTROL Advanced a quattro ruote sterzanti.
In curva e nei cambi di direzione, grazie al maggior controllo del rollio, il comportamento del veicolo è al tempo stesso rassicurante e dinamico. Le sospensioni procurano una bella sensazione di aderenza alla strada e le eventuali vibrazioni sono immediatamente smorzate.
Grazie alla rigidità della scocca e ad assali particolarmente performanti, l’agilità del veicolo e il suo comportamento molto reattivo garantiscono una guida assai piacevole ma molto si deve anche ad uno sterzo particolarmente performante.

Un approfondimento lo merita la terza generazione del sistema a quattro ruote sterzanti di Renault: 4CONTROL Advanced. Questa tecnologia offre oggi diversi miglioramenti grazie al nuovo retrotreno multilink al telaio a 4 ruote sterzanti. I movimenti verticali delle ruote posteriori sono guidati meglio e assorbono più efficientemente le vibrazioni della carreggiata.
L’attuatore dello sterzo situato sul retrotreno, in grado di sfruttare le informazioni provenienti dal servosterzo, dal motore e dal correttore elettronico di traiettoria, consente alla vostra Espace di essere efficiente in ogni circostanza e, in funzione della situazione, permette alle ruote posteriori di effettuare una micro-sterzata nella stessa direzione delle ruote anteriori (fino a 1 grado) oppure una sterzata fino a 5 gradi in senso contrario rispetto alle ruote anteriori.

Il diametro di sterzata tra marciapiedi è di soli 10,4 metri (paragonabile alla Clio) con 4CONTROL Advanced, rispetto a 11,6 metri con due ruote sterzanti.
L’unità motrice è composta da un motore a combustione 1.2 turbo benzina a tre cilindri abbinato a due motori elettrici, per un totale di 199 cavalli.
Espace è piacevole, reagisce prontamente alle basse velocità e risponde bene anche se le chiedete prestazioni più sportiveggianti. Buona la frenata, soprattutto ottima la resa della frenata rigenerativa che, nel traffico, rende quasi superfluo l’utilizzo del freno tradizionale.

Storicamente Espace ha fatto dell’abitabilità il suo punto di forza e questa ultima versione offre un ampio spazio anche per le file posteriori. Con una lunghezza di 4,72 metri, la lunghezza abitabile fino alla terza fila è aumentata, raggiungendo 2,48 metri, avvantaggiando soprattutto i passeggeri della seconda fila, dove lo spazio per le ginocchia arriva fino a 321 millimetri.                                                                                                                                                                                  Anche ai passeggeri della terza fila è stata riservata grande attenzione: dispongono, infatti, di due sedili con uno spazio per le ginocchia di ben 128 millimetri.

E veniamo alla gestione e alla guida dell’Espace. Con la tecnologia MULTI-SENSE di ultima generazione, il conducente può scegliere la modalità di guida in funzione delle sue preferenze.
Accessibili tramite il display OpenR e il nuovo pulsante Multi-sense situato sul volante, i settaggi disponibili riguardano sia le sensazioni di guida (rigidità dello sterzo, reattività del motore, agilità del telaio e percezione delle marce) che l’atmosfera a bordo (illuminazione dell’abitacolo, comfort termico, visualizzazione e colore del cruscotto).
Tre modalità di guida pre-programmate (Eco, Comfort e Sport) riuniscono il meglio delle impostazioni per raggiungere i rispettivi obiettivi. C’è una quarta modalità di guida (Perso) che lascia la più ampia libertà di scelta per la personalizzazione delle impostazioni.
Da non dimenticare che il sistema open R-link propone anche una funzione inedita per ridurre i consumi: la raccomandazione proattiva di passare in Eco Mode. Avvicinandosi ad un tratto di strada meno impegnativo da un punto di vista energetico, per esempio una zona residenziale, l’intelligenza artificiale del veicolo propone di passare all’Eco Mode con una raccomandazione che compare sul display centrale.

Concludendo l’auto si fa molto apprezzare per la tenuta di strada e la maneggevolezza, che per le dimensioni è davvero notevole. Ottimo anche il comfort in marcia, ambito nel quale si apprezza particolarmente la silenziosità.
Pochi i difetti evidenti, tra cui ci sentiamo di segnalare la scomodità delle levette poste sulla destra del piantone dello sterzo e qualche leggera titubanza del cambio quando si richiedono prestazioni più “robuste”.