Come rivela il suo nome, Ami è amica dell’ambiente prima di tutto ma è anche amica del suo proprietario.                    È la compagna di vita con cui ti trovi bene senza compromessi e con cui non devi apparire ma essere

di Alessandro Camorali (titolare CAMAL Studio)

Alla fine, qualcuno l’ha fatto.
Dopo tanti anni di parole e idee interessanti, ma poco attuabili, qualche designer è riuscito a convincere i propri capi.
Stiamo parlando della Citroen Ami, il progetto “perfetto” che gli ingegneri pensano e propongono ai vertici delle maggiori case costruttrici fin da quando è stata inventata l’automobile.
I francesi, si sa, sono i maestri nell’innovazione e dell’azzardo in campo stilistico; quindi, chi se non loro poteva provare ad interpretare le forme dell’ottimizzazione dei costi e dell’efficienza produttiva?
La Ami, come rivela il suo nome in francese, è amica dell’ambiente ma è anche amica del suo proprietario… quell’amico (o amica) con cui ti trovi bene senza compromessi, con cui non devi apparire ma essere. Si tratta di una vettura pensata per tutti; dagli adolescenti, che possono utilizzarla in alternativa ad un ciclomotore, fino alle persone più anziane, passando per chi semplicemente cerca praticità senza impegno. È veramente l’auto per tutti… ma anche per nessuno, in quanto è difficile catturare l’interesse dei “veri” cultori delle quattro ruote fino a che la benzina non diventerà più cara dell’oro! Perché le vere tendenze nascono da esigenze, siano esse di stile o di utilizzo, e Citroen ha voluto mettere sul mercato una sua personale risposta al quesito più d’attualità.

L’efficienza della Ami si vede fin da subito, al primo colpo d’occhio. L’auto è piccola e compatta, progettata per l’uso privato così come per il delivery, rigorosamente elettrificata e disegnata con aspetto e plastiche da “prodotto” piuttosto che da automobile. La prima cosa che colpisce è la sua forma integralmente simmetrica. L’anteriore identico al posteriore è la prima grande conquista dell’ingegneria a discapito del design. Nonostante gli stampi delle due parti siano identici (quindi uno solo per due fronti, come pure le portiere) i progettisti sono riusciti a donare una propria identità ad entrambe le parti, giocando su loghi, dettagli, calandra e fari/fanali dedicati. In questo senso è strano vedere il parabrezza che è anche lunotto posteriore, la porta di destra che è anche la porta di sinistra sia nella forma che nell’apertura, controvento sul lato guidatore per non cambiare  le cerniere.

L’esterno non fa strappare i capelli in termini di stile ma è eseguito molto bene, considerati i tanti limiti progettuali a cui deve sottostare. L’impressione non è di un oggetto terribilmente “robusto” quanto piuttosto di uno scooter a quattro ruote: tutto plastica, grafiche e accessori.
E l’intera campagna comunicativa si muove in questa direzione, trasformando la vettura di Citroen in un prodotto configurabile e personalizzabile come mai si era visto prima ad un prezzo così contenuto.
Al costo di una motocicletta economica si può avere un mezzo per le consegne in città con tutto quello che occorre e al riparo delle intemperie.

Gli interni sono semplici ma non banali. C’è un posto per ogni cosa; cassettini e vani si nascondono tra le pieghe e gli spazi ridotti… ma i designer sono anche riusciti a ottimizzare i volumi quando si parla di trasporto pacchi.
Sarebbe riduttivo e ingiusto giudicare la Ami sotto l’aspetto del design, a meno che questa parola non assuma il suo significato più corretto in traduzione italiana, ossia “progettazione”. Perché è qui che questa francesina esprime il suo massimo potenziale, una vera pietra miliare tracciata in termini di ottimizzazione del processo produttivo e dei costi finali.
Un progetto pensato per le nuove generazioni, pensato per l’utilizzo di domani per mano delle persone di domani. Non giudichiamola ma impariamo ad apprezzarne la duttilità, il coraggio e la voglia di tracciare un nuovo percorso per il mondo dell’automobile, fatto di meno sprechi e più ingegno!
Chapeau Mon Ami.

Ami offre un’autonomia fino a 75 km, perfetta per la città. La batteria da 5,5 kWh (posizionata sotto al pianale) si ricarica in 3 ore con una presa elettrica standard da 220V. Ami può essere ricaricata anche tramite Wallbox oppure con una colonnina di ricarica pubblica. Il motore da 6 kW permette di viaggiare fino a 45 km/h. Ami è un quadriciclo leggero di 2,41m di lunghezza, 1,39 m di larghezza e 1,52 m di altezza. Le sue dimensioni, abbinate al suo diametro di sterzata di 7,20m, garantiscono una grande facilità di parcheggio.

Ami è protagonista di un interessante progetto didattico per la Scuola Secondaria di II grado. Battezzata “GënerationAMI – a scuola di electric mobility”, l’iniziativa vuole sensibilizzare su tematiche importanti quali la sostenibilità ambientale e coinvolge 700 classi e più di 17.000 studenti. Il progetto prevede l’invio di un kit didattico digitale i cui si evidenziano, tra gli altri argomenti, le problematiche del traffico nei centri urbani per poi proporre la mobilità elettrica quale soluzione. E’ inoltre in programma un tour di 10 incontri formativi per approfondire i segreti della guida elettrica, con la possibilità di provare Citroën Ami (guidabile solo con patentino AM a partire dai 14 anni) accompagnati da driver professionisti.