Sulla Avenger sono le tante “easter eggs” presenti a bordo.
Scopriamo come e perché nella prova della versione EV del modello,
che esprime l’identità della marca in dimensioni “europee”

di Marco Cortesi

Avete notato le arance nel film il Padrino? Francis Ford Coppola le usava per indicare sottilmente un personaggio che sarebbe morto presto.
Nei “Simpsons” le iniziali del creatore Matt Groenig sono presenti nel design dei personaggi e, durante la sigla iniziale, quando la piccola Maggie viene scansionata alla cassa, compare una cifra indicata dagli economisti come il costo necessario a far crescere un figlio.
E la cifra è stata pure adattata all’inflazione!
In Microsoft Word ’97, era possibile accedere a un flipper con una determinata combinazione di tasti, mentre in Excel, era nascosto un simulatore di volo.
Per non parlare di Android: in ogni versione, esiste un contenuto segreto.
Tutte queste curiose “trovate” sono comunemente indicate come “easter eggs”, letteralmente uova di Pasqua. Un contenuto nascosto in film, videogiochi, musica che può essere visto solo prestando particolare attenzione o compiendo azioni specifiche.

A cosa servono queste “soprese”? A nulla… in parte. Però, sottolineano certamente l’attenzione al dettaglio e premiano quella dello spettatore. Si potrebbe dire che “fanno qualità”, da un lato e dall’altro.
Al destinatario viene data la sensazione di condividere un segreto e questo rafforza la connessione tra le due parti. Si tratta di un concetto di neuromarketing scoperto prima che il neuromarketing (la scienza di usare le meccaniche psicologiche nella comunicazione) venisse definito. In altre parole, “attiva” la psicologia del destinatario.

Nel mondo dell’auto, la regina degli “easter eggs” è senz’altro Jeep. Tutte le Jeep nascondono “easter eggs e la nuova Avenger non fa eccezione.
Ad esempio, nell’angolo in basso a sinistra del parabrezza la cornice nera non ha la solita sfumatura bensì disegna un bambino che guarda con un cannocchiale il lato opposto, dove c’è una costellazione.
Sul montante destro del tetto, c’è una coccinella a rilievo mentre, disegnata sul lunotto, troverete una catena montuosa innevata… però è applicata all’interno e può essere vista usando lo specchietto retrovisore.
Sotto il paraurti, sulla cover in plastica del radar, sono nascoste le coordinate di Torino, dove la macchina è stata progettata.
E fa la sua comparsa anche la Jeep Wyllis: sui cerchi, nascosta nei fanali posteriori, c’è la sua celebre griglia a sette barre.

Perché Jeep ci propone tutto questo? Per sottolineare la cura messa nei propri modelli, per aumentarne la personalità e rendere più speciale la relazione col cliente. Ma anche per far vedere che, nonostante la nuova Avenger sia derivata da una piattaforma Stellantis, non si vuole rinunciare all’autentico DNA Jeep.

Da fuori, nonostante l’apparenza tecnologica e le linee abbastanza “gentili”, la Avenger è chiaramente una Jeep. La griglia a sette elementi è bassa e slanciata, del tutto “chiusa”, ma il cofano è decisamente Jeep, con la bombatura centrale che si nota da dentro.
I fari, rettangolari, hanno una “lama” come luce diurna mentre la fiancata presenta i passaruota ben descritti e bombati delle Jeep, che richiamano la linea della Willys. E se la maniglia posteriore è nascosta nel montante, in generale la parte bassa è caratterizzata da angoli di attacco ampi, per dare l’impressione di un’automobile davvero inarrestabile.
Il posteriore è la parte più “normale”, coi fanali che presentano una forma a X, una “firma” di casa Jeep. Bella sorpresa la scelta dei colori: oltre ai soliti toni di grigio, ci sono il rosso, il giallo e un bell’azzurro brillante.

L’interno della Avenger non può lasciare indifferenti. La qualità del design, il gusto nella scelta dei materiali e l’assemblaggio sono impressionanti. Ci sono plastiche dure, ovviamente, come in tutte le auto moderne, ma grazie a una combinazione tra buon gusto e design, l’impatto generale è quello di una vettura di qualità estrema.
I due display, quello del cruscotto e quello centrale, sono ben studiati, reattivi, proporzionati e, per parte sua, il sistema di infotainment è veloce e fluido. Il cruscotto ha una linea con portaoggetti che si estende verso il passeggero richiamando una maniglia a cui appigliarsi in fuoristrada.
Lo spazio a bordo è tanto, grazie agli sbalzi ridotti, con comodi sedili e soprattutto poggiatesta… morbidi.
Sulla parte bassa si notano quattro pulsanti per selezionare i comandi del cambio e la particolare la scelta di coprire il tunnel con una cover magnetica ripiegabile, come quella dei tablet Apple. L’uso dei materiali è sapiente; dalla cover del tunnel, alle superfici e ai fondi dei portaoggetti, ai sedili, è tutto coerente. Al posteriore si sente un po’ la mancanza delle bocchette per l’aria, ma c’è una presa USB-C ad alta potenza.
Per quanto riguarda i comandi sono tutti fortunatamente controllati da pulsanti fisici. Tutto su questa vettura sembra essere ben pensato, testato e maturo.

Purtroppo, all’abitacolo spazioso fa da contraltare un vano bagagli abbastanza ridotto. Impensabile caricare una bicicletta senza darsi molto da fare per smontarla, ed è un peccato perché sarebbe stato il complemento ideale per… l’avventura di casa Jeep.

Anche dal punto di vista della guida la Avenger dà l’impressione di essere di fascia superiore. Non ce ne vogliano in Stellantis… sembra di guidare una Golf ed è un complimento.
E la sorpresa è che anche quando si vuole spingere, quasi in modo sportivo, la macchina risponde, fa percepire bene i trasferimenti di carico sulle quattro ruote e lascia il tempo di correggere.
A fare la differenza è lo sterzo. Finalmente uno sterzo veramente comunicativo su un’auto elettrica. Per chi vuole avventurarsi, ci sono modalità sabbia, fango e neve anche se la macchina non ha quattro ruote motrici e non può fare miracoli. Si tratta di modalità “intelligenti” per gestire il differenziale.
Invece per parcheggiare c’è una telecamera posteriore grandangolare abbinata a sensori sui quattro angoli. In entrambi i casi, sono ad alta definizione e molto precisi.

Il motore elettrico non offre accelerazioni brucianti, ma è scattante.
Lo 0-100 si copre in 9 secondi e, con la modalità sport, l’acceleratore diventa più reattivo. Con l’aggiunta di qualche cavallo ci si divertirebbe di più ma, per il tipo di auto, la potenza è adeguata, soprattutto con la coppia dell’elettrico. La scelta di compromettere alcuni elementi estetici, come la calandra e i fari rotondi, a favore dell’aerodinamica ha pagato. Ne guadagnata la silenziosità ma anche l’autonomia ne trae vantaggio.

Con 51 kW netti di batteria siamo intorno ai 300 chilometri effettivi, ma con attenzione, e stando lontani dall’autostrada ci si può spingere più in là. In autostrada, ad andature tranquille, si arriva ai 250 chilometri.

Negli standard la ricarica, con la previsione di 11 kW come massima velocità con corrente alternata e 100 kW con corrente continua.

Jeep Avenger si è recentemente aggiudicata i premi Auto dell’Anno e Auto Europa 2024. Avenger è stato scelto dai soci dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive, coadiuvati da una giuria di 150 opinion leader e da una giuria popolare. Svoltasi a Milano presso la sede di Bosch Italia (main sponsor dell’evento) la fase finale della 38ª edizione del premio ha visto Jeep Avenger prevalere sulle altre sei finaliste: Audi Q8 e-tron, BMW Serie 5, Dacia Jogger Hybrid, Fiat 600e, Peugeot 408 e Renault Austral.

La scelta delle finaliste rispecchia le tendenze del mercato automotive: appartengono a segmenti e tipologie diverse, l’elettrificazione si trova in tutti i modelli prescelti, dalle elettriche pure ai mild hybrid ma non mancano motori termici.
Il premio della Giuria Popolare è stato assegnato alla Fiat 600e e quello delle Giuria Opinion Leader è andato alla Peugeot 408: un tris di riconoscimenti significativo per il gruppo Stellantis.

La Avenger elettrica con allestimento base parte da 37.900 euro e di serie offre frenata di emergenza con rilevamento pedoni e ciclisti, lane assist, rilevatore stanchezza, cruise control, sistema keyless, dashboard digitale più display da oltre 10″ con CarPlay e Android Auto.

L’equipaggiamento Longitude (39.900 euro) include sensori di parcheggio posteriori, cerchi in lega da 16″ e audio premium. La Altitude (41.400 euro) aggiunge cerchi da 17 pollici, cruise adattativo, portellone elettrico e un quadro strumenti più grande.

Infine, l’allestimento più elevato è il Summit (42.900 euro) che presentacerchi da 18″, fari full led, illuminazione d’ambiente, sensori di parcheggio a 360°, camera posteriore e guida autonoma di livello 2.