In Hyundai hanno lavorato molto sulla Ioniq 5 N
per produrre le stesse sensazioni di una sportiva termica.
Ma più che il progetto, conta il risultato…

di Marco Cortesi

Vista sulla carta, la Hyundai Ioniq 5 N può apparire stonata.
Un’auto elettrica che si guida come una vettura a propulsione termica, che ha un cambio come quello di una termica, il grip di una termica, il sound di una termica… ma allora, viene da chiedersi, perché non fate una termica?
Che senso ha prendere una tecnologia e riempirla delle limitazioni di un’altra tecnologia? Ma quando la si guida è più facile capire il perché di tutto ciò. Perché la Ioniq 5 N è divertente, è piacevole ed entusiasmante, indipendentemente da cosa si mette nel serbatoio o nella batteria. Tutti fatti che abbiamo potuto constatare durante la prova che Hyundai ci ha concesso lungo il circuito di Varano de’ Melegari.

La linea che separa la carta dalla realtà non è proprio sottile. È il solito discorso.
Di solito non facciamo fatica a scegliere il prosciutto crudo “invecchiato 24 mesi” nonostante un piatto di lenticchie al vapore abbia valori nutrizionali migliori.
Che una persona possa apprezzare, o meno, le auto elettriche e la loro diffusione (e le decisioni politiche che ci girano attorno), guidando la Ioniq 5 N si capisce subito che siamo davanti a un signor prosciutto. È una macchina che nasce per essere sportiva, evocare un carattere corsaiolo sin dalle linee esterne, estremizzare i concetti, essere agile e dinamica anche se confrontata con vetture “tradizionali”.

A dispetto del fatto che poi, nella vita quotidiana, possa essere guidata esattamente come una Ioniq normale, questa versione ha un carattere radicale. Non ce ne vogliano Hyundai, né Lancia, o gli appassionati di entrambe. Questa macchina è, in tutto e per tutto, quello che avrebbe dovuto essere la Lancia Delta Integrale Evoluzione del ventunesimo secolo.
C’è tutto: gli sbalzi corti, l’aspetto da cinque porte da famiglia estremizzato in modo corsaiolo. Prestazioni che possono essere “brutali”, un piacere di guida semplice e diretto… al di là dei 650 cavalli e dello 0-100 in 3.4 secondi.

Le componenti “extra”, cambio e rumore, servono proprio a questo. Andando da un cordolo all’altro, per divertimento, non interessa come e da dove provengano le sensazioni. Sono degli assoluti punti di riferimento su cui il nostro cervello può elaborare.
La Ioniq 5 N è stata definita una “great pretender”, una grande simulatrice; in realtà il suo valore è di essere un’auto assoluta, che non parte dalla tecnologia ma dal risultato che si vuole ottenere e che indubbiamente si è ottenuto.
Sembra di trovarsi in un misto tra una super hatch e una piccola GT, credibile e appagante, che riesce anche a mascherare quasi totalmente un peso importante, di oltre 2 tonnellate. Perfino lo sterzo, punto debole di tutte le vetture elettriche per la poca comunicatività, riesce a offrire un ottimo feedback, e sottolinea ulteriormente gli sforzi fatti e andati a segno.

Oltre a non esserci una vera competitor nel panorama delle auto elettriche, i confronti per la Ioniq 5 N scarseggiano anche in generale: non ci sono tante sportive così radicali in vendita, a prescindere dalla motorizzazione. E se 76.000 euro sono indubbiamente una cifra considerevole, sul mercato del nuovo non è facile trovare modi migliori di spenderli per ottenere un risultato simile.
Anche in questo senso la Ioniq 5 N è un’auto assoluta, che combatte anche commercialmente con le rivali, o possibili rivali, in termini di concretissimo risultato finale e non semplicemente di progetto espresso sulla carta.

I piani del futuro racing di Hyundai sono attualmente al centro dell’attenzione. Da un lato, sembra vicino alla dismissione il programma nel Mondiale Rally. Viceversa, si fa molto parlare di un probabile ingresso nel WEC, il Campionato Mondiale Endurance. Si parla di una partecipazione a partire dal 2026.
Nel frattempo, la multinazionale coreana si diverte con la Ioniq 5 N. Dopo averne presentato una versione “trofeo”, ha iscritto alla Pikes Peak, la gara in salita più famosa del mondo, un modello evoluto, la Ioniq 5 N TA, Time Attack. Oltre a vincere la classe Exhibition (della quale era l’unica seria partecipante) è arrivato un Impressionante terzo posto assoluto con il rallista Dani Sordo, che si è messo dietro anche dei prototipi. Per di più, con una vettura non troppo differente da quella stradale, mostrando un potenziale velocistico piuttosto alto.
“Il risultato del Pikes Peak di quest’anno è il culmine di un sogno di tante persone dietro le quinte di Hyundai N; – ha affermato Joon Park, Vice Presidente e Responsabile di N Brand Management Group – abbiamo messo insieme tutte le nostre migliori menti per creare un tipo di veicolo elettrico ad alte prestazioni che prima non esisteva, e oggi confermiamo che questa tecnologia può essere competitiva anche nella gara in salita più dura del mondo”.