La presenza di Fontana Gruppo nel motorsport attraversa quasi cinquant’anni,
un lungo periodo segnato da una passione inesauribile
e dalla costante ricerca di una sintesi tra successo nello sport e successo industriale

Prima Parte

Nel corso degli ultimi decenni la storia di Fontana Gruppo si è indissolubilmente legata anche al motorsport e, verrebbe da dire, in modo quasi naturale e logico.
Un gruppo industriale che produce “tecnica” e che si impegna in una continua ricerca di soluzioni nuove ed inedite non poteva restare lontano da quella palestra di tecnica e ricerca che è il motorsport, in tutte le sue accezioni, dall’automobilismo al motociclismo sino alla motonautica.

“Sicuramente il nostro debutto nel motorsport, negli anni “70, è stato dovuto in parti uguali dalla nostra presenza nel settore tecnologico e dalla passione di alcune persone – spiega Fabrizio Fontana, Global Communication Director del Gruppo – a partire da mio zio Luigi, ottimo pilota di rally che passò il germe delle corse dapprima al figlio Corrado (anch’egli rallista) e poi pian piano a tutta la famiglia, me compreso, per arrivare ai giorni nostri con Matteo (figlio di Corrado) che a poco più di venti anni ha già debuttato nei rally iridati. Oltretutto i rally si sposavano, e si sposano, a meraviglia con i nostri prodotti in quanto le automobili da gara erano molto simili (… oggi in po’ meno…) alle vetture stradali, di normale utilizzo quotidiano. Quella nei rally per noi è un posizionamento ormai tradizionale, una perfetta sintesi tra passione e lavoro. Tutto nasce dalla voglia di correre ma poi si è sviluppato anche come attività promozionale vera e propria”.

Quindi alla passione si è poi sovrapposta una vera attività aziendale…
“Certo, agli inizi il nostro Gruppo si limitava a sfruttare la visibilità e il potenziale promozionale che le corse si portano automaticamente appresso ma poi, pian piano, abbiamo iniziato a sfruttare quelle presenze in modo più strutturato, spesso affiancando le case automobilistiche coinvolte nelle principali attività di comunicazione. Possiamo citare alcuni esempi importanti di questa svolta, come nel caso del Campionato Rally monomarca Peugeot in Francia: Peugeot era un cliente, con il quale sviluppavamo dei prodotti e quindi ci è parso naturale affiancarli e sfruttare a pieno la comunicazione che ne derivava, arrivando fino ai Prototipi; anche Alfa Romeo, in Italia, è stato un abbinamento importante, nel periodo del ETCC (European Touring Championship), uno squadrone con piloti del calibro di Fabrizio Giovanardi (Campione sia nel 2000 che nel 2001) e Nicola Larini”.

Ma non possiamo certo dimenticare la Formula 1
“Certo, dobbiamo tornare al 1988. – prosegue Fabrizio Fontana – In quel caso il nostro primo partner fu un pilota, Piercarlo Ghinzani, nell’anno in cui corse con la squadra tedesca Zakspeed.
I marchi Lobo e Fontana quell’anno apparivano sulla tuta e sul casco del pilota bergamasco ma poi in Formula 1 siamo approdati anche ad altri abbinamenti, soprattutto perché avevamo deciso di non essere semplicemente sponsor ma di diventare dei veri partner tecnici delle squadre con cui lavoravamo. Fu proprio il successo ottenuto con l’abbinamento con Ghinzani ad essere apripista per altri affiancamenti di successo: ricordo soprattutto Minardi e poi Ligier, che affiancammo proprio l’anno in cui Olivier Panis vinse rocambolescamente a Montecarlo sotto una pioggia torrenziale.                                                                        Ma non posso dimenticare gli ultimi anni di Tyrrell e la Lotus, nella stagione in cui con loro debuttò in Formula 1 Alessandro Zanardi”.

Pertanto avete partecipato attivamente alla costruzione di vetture di F.1?
“No, non è stato proprio così. La bulloneria delle monoposto della massima formula è qualcosa di nicchia, che esula dalla nostra attività. Però abbiamo collaborato attivamente allo sviluppo dei motori, studiando da vicino come si comportavano i nostri sistemi di fissaggio sottoposti a sollecitazioni notevolissime. E quegli studi sono stati poi utilissimi per migliorare i nostri prodotti per l’industria automobilistica; si è trattato di un grande impulso allo sviluppo e affinamento, sviluppo che, nel settore dei motori, da allora non si è mai arrestato.                                                                                                      Oltre a ciò, non va dimenticato il grande valore garantito dal fatto di poter offrire una giornata di Formula 1, vissuta quasi da protagonisti, a selezionati gruppi di clienti. È stata un’attività che abbiamo gestito a livello internazionale, in pratica in quasi tutti i Gran Premi”.

Tutto ciò aderisce perfettamente a quella filosofia di ricerca dell’eccellenza che da sempre caratterizza il Gruppo Fontana. Una ricerca e sviluppo continuo che parte da profondo un know ma è sempre attenta ad “imparare” ed esplorare nuove opportunità.

Bene, finora abbiamo parlato di rally, di Europeo Turismo e di Formula 1. Ma le gare di durata non vi hanno mai attratto?
“No, ci siamo misurati anche con quel settore, partecipando alla 24 Ore di Le Mans con la Scuderia Italia che, come tutti sanno, fa capo alla famiglia Lucchini. La nostra produzione di bulloneria ci ha infatti portato ad essere clienti delle Acciaierie Lucchini e allora accettammo di buon grado l’invito ad abbinarci al loro team per una edizione della mitica gara francese”.

Fontana è un’azienda profondamente lombarda e, se parliamo di Formula 1, in Lombardia non possiamo prescindere dall’Autodromo di Monza.
“Certo, proprio grazie a quelle partnership in Formula 1 abbiamo iniziato ad affacciarci in Autodromo, dando vita ad una partnership che è durata tantissimo tempo e ci ha dato enormi soddisfazioni. Una bella avventura anch’essa cominciata verso la fine degli anni 80: ovviamente ci faceva piacere sostenere un’eccellenza brianzola quale è l’Autodromo, ma abbiamo anche cercato il modo di far fruttare al massimo quella presenza, attraverso una serie di attività          che si sono rivelate vincenti sotto molti punti di vista”.

Quindi sistemi di fissaggio anche in Autodromo?
“Si, per la ristrutturazione (era il 2000) dei box e delle aree hospitality. Abbiamo poi sfruttato la possibilità di offrire ad alcuni nostri clienti l’opportunità di un posto in prima fila per vedere, e in certi casi vivere dal di dentro, eventi motoristici di altissimo livello.
Tutto nasce nell’anno 2000 con un accordo che ci ha permesso di utilizzare per una quindicina di anni la grande torre di segnalazione che è posta prima della variante, in fondo al rettilineo di partenza. Una costruzione che si è adattata perfettamente alle nostre esigenze di ospitalità nei confronti dei clienti e che ha loro offerto un punto di vista assolutamente privilegiato per assistere alle gare più importanti… e non parlo solo del Gran Premio”.
In altre parole, un’operazione durata molti anni, che ha qualificato l’immagine del Gruppo (grazie a quella che per tutti era diventata la Torre Fontana) ma, al contempo, ha garantito un eccellente luogo di incontro per consolidare rapporti già esistenti e sviluppare nuove relazioni.
“Esatto. Durante il solo Gran Premio riuscivamo a invitare e ospitare quasi 300 persone nell’arco del weekend: il venerdì i distributori, al sabato i clienti europei e alla domenica i clienti che arrivavano dagli altri continenti… senza dimenticare che in quei giorni veniva poi quasi naturale organizzare riunioni e trattive puramente commerciali. Ma, ripeto, abbiamo utilizzato moltissimo la torre, non soltanto in occasione della F.1. Eravamo in pista anche per le gare Turismo e Gran Turismo, per i più prestigiosi monomarca, sino al Rally di Monza, che spesso ci ha anche visto protagonisti in gara, in prima persona”.

Ciò significa anche motociclismo?
“Certo, ma va sottolineato che i tanti anni di bellissime gare a Monza del Mondiale Superbike erano comunque solo legate al nostro abbinamento con l’Autodromo. Non siamo mai stati in prima persona nel motociclismo sino… sino a questo 2023, quando abbiamo iniziato ad esplorare la MotoGP grazie ad un accordo con Aprilia. Ma questa è una cosa, peraltro molto interessante, di cui parleremo nella seconda parte di questa storia”.

Pertanto, possiamo affermare che, dai primi passi “per passione” nei rally, la storia di Fontana nel modo delle corse si è sviluppata su più piani, ma sempre ad altissimo livello, sia quando siete stati impegnati solo come sostenitori che quando avete invece giocato un significativo ruolo di partner tecnico.
“È vero, ci siamo sempre mossi in ambiti di alto livello, tant’è vero che anche quando abbiamo provato a cimentarci… in acqua lo abbiamo fatto al top.      La nostra avventura con il team Qatar di Formula 1 motonautica (comunemente chiamata F.1 Boat) è nata, anche in questo caso, perché un amico è riuscito a trasmetterci una grande dose di passione. Ci siamo lasciati appassionare da un mondo davvero affascinante e, devo ammettere, che anche in questo caso i risultati sono stati eccellenti, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista commerciale”.

In concreto avete quindi vinto in acqua e in azienda?
“Esatto. Siamo stati fortunati… cercavamo una strada per entrare nei mercati Arabi e la motonautica è molto popolare in tutte le Nazioni del Golfo. L’abbinamento con il Team Qatar (promosso da un amico brianzolo) nel 2008 è stato un ottimo mezzo per arrivare su quei mercati e per proporre i nostri sistemi di fissaggio dove non eravamo mai stati presenti. E, come se ciò non bastasse, il team riuscì quell’anno a vincere il titolo iridato, grazie a Jay Price, un pilota americano davvero straordinario!
La nostra penetrazioni su quei mercati è poi andata un po’ scemando ma, proprio in questo 2023, abbiamo siglato un ottimo accordo con la società Araba Sigma, che si occupa di distribuzione di prodotti industriali. Un accordo che peraltro ci sta già dando buoni riscontri”.

Continua…