I vertici dell’incredibile “triangolo” sono il brand Tiger (inglese),
l’acquisizione del 2022 (anno della Tigre per il calendario cinese)
da parte di un’industria italiana… e un grande costruttore cinese

Perché il Capodanno Cinese si festeggia nel mese di febbraio?
Semplicemente perché in Cina si segue il calendario lunare la cui caratteristica è che a ogni anno lunare corrisponde un segno zodiacale. Ora annotate che il 2022 è stato l’anno della tigre, simbolo di coraggio, sicurezza e… grande ostinazione.
Infatti, l’antica saggezza cinese ci insegna che i nati sotto il segno della Tigre emergono come individui molto intraprendenti, privi di timori e decisi nell’affrontare ogni impresa. Caratterizzati da un’ambizione incrollabile e una determinazione inarrestabile, perseguono con fermezza gli obiettivi, non esitando a primeggiare e distinguersi dagli altri, fatto che li porta spesso a ricoprire ruoli di rilievo politico e posizioni dirigenziali di prestigio.
Insomma, parliamo di persone di successo, un successo spesso “faticato” e duro da raggiungere ma senza dubbio pieno di emozioni e sensazioni positive.

Ma cosa c’entra il calendario cinese con le automobili?
C’entra e parecchio.
Perché i soggetti di questo incredibile “triangolo” sono: un brand (inglese) che si chiama Tiger; un imprenditore italiano che sembra modellato sulle caratteristiche del segno zodiacale della Tigre e infine un costruttore di automobili cinese.
Un triangolo perfetto, che appare garanzia di successo per una nuova avventura imprenditoriale, proprio come si narra nell’oroscopo cinese a riguardo dei nati sotto il segno della Tigre.

Si chiameranno infatti Tiger tre nuovi modelli destinati ad arrivare rapidamente sulle nostre strade, pare già nella seconda parte di quest’anno. Stiamo parlando di una nuova sfida firmata da Massimo Di Risio, le cui caratteristiche imprenditoriali recitano di un’ambizione incrollabile e una determinazione inarrestabile (che sia del segno della Tigre?). A fianco del gruppo DR, come detto, una grandissima industria cinese: Dongfeng.

Ma la storia delle automobili Tiger è davvero incredibile e vale la pena raccontarla.
Alla fine degli anni cinquanta, nella periferia sud-est di Londra, un bambino di nome Jim Dudley, già costruiva il suo primo kart, completamente in legno, con cui suo fratello minore, John, si lanciava giù per le colline.
La curiosità adolescenziale di Dudley per la meccanica e i motori crebbe con il passare degli anni, tanto che già nel 1969 riuscì ad aprire la sua prima officina, a Dartford, dove elaborò la sua prima Lotus Seven. In seguito, insieme al fratello Phil, avviò due nuovi garage specializzati in riparazioni di Lotus ma anche di Volkswagen, Aston Martin e Jaguar.
Arrivò poi il periodo delle corse, che lo portò a creare (nel 1989 e con il contributo di quasi tutti i suoi familiari) una vera e propria casa automobilistica, la Tiger Racing Ltd. Un’azienda di famiglia, come lui stesso ama tuttora definirla, che negli ultimi anni ha visto il coinvolgimento anche dei figli, Paul e Laura. In più di trent’anni Tiger ha prodotto ed esportato in tutto il mondo migliaia di auto stradali e da competizione con una particolarità: potevano essere assemblate direttamente dall’acquirente attraverso la fornitura del kit completo di montaggio. L’assemblaggio in fabbrica, su specifiche del cliente, prevedeva invece una consegna a 4 mesi.

Il primo vero modello Tiger, la Super Six, è del 1990, seguito dalla Tiger Storm nel 1994.
Curiosamente il Giappone si rivelò all’epoca un mercato estremamente fertile per il piccolo costruttore anglosassone; diverse migliaia di Tiger furono esportate laggiù dove, a partire dalla metà degli anni 90, il fascino per le iconiche auto britanniche degli anni 60 è cresciuto costantemente.                                                  Nel 1997 la gamma Tiger si ampliò con l’economica Tiger Cub, il cui successo di vendite portò al modello successivo, la Tiger Cat. Nel 1998 l’azienda si trasferì a Peterborough dove, l’anno seguente, iniziò la produzione del modello più popolare ed acclamato, la R6.
Il modello “entry level” Avon è del 2002, anno in cui Jim Dudley pubblica il libro “How to build a Tiger Avon Book”, una guida completa e dettagliata su come assemblarsi da soli una kit car dall’elevato rapporto qualità prezzo.

Nel 2003 Jim e i suoi collaboratori si cimentano con la realizzazione della Tiger Z100, un modello molto performante, capace di passare da 0 a 60 miglia in soltanto 2.9 secondi. Da questa dimostrazione di grandi capacità ingegneristiche nasce, nel 2004, la Tiger B6 seguita dalla Tiger R6 e dalla RS6, un modello con la carrozzeria completamente in alluminio.
Nel 2009 è il turno della ZR6, sviluppata insieme alla Tiger Aviator, frutto della decisione di Tiger di creare un’auto aerodinamicamente superiore per migliorarne ulteriormente le performance.
Ne 2011 la Tiger presenta la GTA, una Grand Tourer basata sul telaio della Avon mentre nel 2015 Jim e la sua famiglia, sulla scorta della loro incredibile esperienza, danno vita a Classic Car Restoration Service and Sales.
Il resto è storia di ieri e di oggi: l’incontro con Massimo Di Risio e l’acquisizione del brand Tiger da parte di DR Automobiles Groupe, guarda caso, nel 2022… l’anno della Tigre!

La tradizione cinese attribuisce ai nati sotto il segno della Tigre numeri e colori fortunati: 4, 5, 7, 9, 13, 34, 44, 45 e 54 sono considerati numeri di buon auspicio, mentre l’arancione, il bianco, il blu e il grigio sono i colori associati alla prosperità.

Oltre a ciò va ricordato che tre pietre preziose sono considerate amuleti propizi per le Tigri:            

  • il topazio, che promuove la razionalità e il controllo emotivo
  • il diamante, che conferisce energia e attrattiva
  • l’ametista, che favorisce la stabilità e la calma interiore, ideale per un riposo sereno.

La storia di oggi ci racconta che, dopo Chery, Jac e Baic, DR Automobiles Groupe stipula quindi una nuova alleanza strategica con Dongfeng, un altro colosso dell’industria automobilistica cinese, in realtà uno dei tre maggiori.
Ha sede a Wuhan, nell’entroterra della provincia di Hubei, dove, oltre alle vetture passeggeri e ai veicoli commerciali, produce anche componentistica auto.
La partnership con DR prevede lo sviluppo di tre nuove linee di vetture, che saranno commercializzate in tutta Europa dal gruppo molisano secondo il modello già in essere per le altre collaborazioni in essere.
Pertanto, anche in questo caso, condividendo le piattaforme cinesi gli ingegneri italiani sviluppano i modelli in base alle esigenze stilistiche ma soprattutto omologative del vecchio continente. Quindi i modelli vengono prodotti in Cina per poi essere successivamente completati nello stabilimento di assemblaggio di Macchia d’Isernia, e quindi commercializzati attraverso la rete distributiva italiana ed europea di DR.

Dalla collaborazione con Dongfeng nasceranno quindi tre nuovi modelli Tiger che saranno lanciati già nel secondo semestre 2024.
Il primo sarà un SUV di 4,5 metri, spinto da propulsore 1,5 turbo benzina da 177 CV, abbinato ad un cambio DCT a 7 rapporti. Sarà proposto a 27.900 euro full optional di serie. Per questo modello è previsto lo sviluppo della tecnologia Termohybrid benzina/GPL di DR.
Arriverà poi un monovolume di 4,85 metri, mosso da un 1.5 turbo da 197 Cv, che sarà messo in vendita a 27.900 euro (anche questo sarà disponibile nella versione Thermohybrid) seguito infine da un veicolo “multispace” ibrido/elettrico HEV, capace di ben 7 posti nei suoi 5,2 metri.

Na non finisce qui, a breve il gruppo molisano annuncerà nuove partnership con i più prestigiosi gruppi asiatici, a conferma dell’apprezzamento da parte dei costruttori cinesi del modello produttivo messo in essere da DR Automobiles Groupe, sia per il mercato italiano che per il resto d’Europa.