Il piano Nissan incentrato su un’ampia offensiva di prodotti
e su una maggiore elettrificazione conta molto sulla Formula E,
sia per lo sviluppo di nuove tecnologie che per le emozioni
e lo spettacolo che ormai questo campionato sa offrire

“Dal punto di vista aziendale siamo molto contenti, abbiamo appena confermato che resteremo in questa attività sportiva per altri cinque anni e ciò coincide col nostro piano industriale, che prevede che entro 2030 elettrificheremo tutto il portfolio dei mercati principali, partendo proprio dall’Europa”.
Chi parla così è l’italianissimo Tommaso Volpe, che ricopre il ruolo di General Manager Nissan Formula E nonché Team Principal della squadra.
In effetti la casa nipponica ha recentemente comunicato di puntare alla crescita e all’elettrificazione della gamma in tutta la regione AMIEO (Africa, Medio Oriente, India, Europa e Oceania), nell’ambito del nuovo piano aziendale “The Arc”.
Piano che appare incentrato su un’ampia offensiva di prodotti, su una maggiore elettrificazione, su nuovi approcci alla progettazione e alla produzione, sull’adozione di nuove tecnologie e sull’uso di partnership strategiche per aumentare le vendite globali e… migliorare la redditività, che male non fa.
Qualcosa di molto concreto insomma, che prende origine dalla strategia globale di Nissan, pensata per garantire la crescita dei volumi attraverso strategie differenziate per singola regione e una rapida transizione verso i veicoli elettrici.
Con queste iniziative, Nissan mira a incrementare le vendite globali annuali di 1 milione di unità (e scusate se è poco…) e nella regione AMIEO la Casa lancerà 5 nuovi modelli elettrici e 6 nuovi modelli con motori a combustione. Tra questi ci saranno alcuni dei modelli Nissan più amati dai clienti, tra cui Leaf, una vera pietra miliare dell’elettrificazione delle nostre strade.

Ma torniamo alle monoposto elettriche e a Tommaso Volpe: “In qualche modo la Formula E, che è partita nel 2018 come un progetto di sponsorizzazione, sta ora diventando un progetto sempre più importante. Ora gestiamo direttamente il Team e sviluppiamo la macchina con i nostri ingegneri, trasferiti dal Giappone alla Francia (sede della squadra – ndr) quindi, dal punto di vista aziendale, è diventato un concreto progetto strategico di promozione dei nostri piani”.

Ma, secondo lei, la Formula E non è un’avventura che sta viaggiando un po’ per conto suo… se guardiamo alla realtà dell’industria e del mercato auto?
“No, a me sembra piuttosto il contrario. Mi sembra uno sport in cui si prevede di investire in una tecnologia che può essere trasferita all’industria automobilistica perché, se guardiamo altre categorie superiori, diciamo la Formula 1, il trasferimento di know how tecnologico quasi non c’è più”.

C’è qualche esempio che possiamo citare in questo trasferimento di tecnologie?
“In realtà, per quel che riguarda Nissan, siamo in una fase in cui ciò accade di più nel senso inverso. La macchina dell’anno prossimo sarà sviluppata prendendo in considerazione alcune esperienze che abbiamo maturato per il cambio delle vetture stradali. Abbiamo reso la vettura più efficiente esattamente perché abbiamo adottato alcune soluzioni che vengono utilizzate per affrontare la strada… poi è chiaro che le parti meccaniche sono diverse: in Formula E sono costruite per durare ventimila chilometri, non milioni di chilometri.
Ma se guardiamo alle soluzioni ingegneristiche noi siamo in una fase in cui facciamo più il contrario e usiamo la nostra esperienza sulla strada (più che decennale se pensiamo alla Leaf). Però è chiaro che in futuro ci sarà anche un trasferimento di tecnologia dalla pista alla produzione di serie”.

Secondo lei ci potrebbe essere a breve una categoria di contorno alla Formula E, dedicata magari a vetture stradali o, quanto meno, molto simili alle automobili elettriche che vediamo per strada?
“Spero di sì e penso di sì. Potrebbe avere un senso, ma non solo una categoria “tipo GT” per intenderci. Penso a categorie “Junior” della Formula E, perché una delle sfide che affrontiamo è trovare piloti e inserire giovani piloti in Formula E. Mentre alla Formula 1 ci si arriva che gradualmente, attraverso un percorso che ormai è veramente strutturato, quasi obbligatorio (quindi i piloti hanno tempo di allenarsi a livelli di downforce maggiori, a potenze sempre più alte, eccetera) nel nostro caso è un po’ un salto nel buio, perché non c’è nessun’altra categoria che mette al centro della performance la gestione dell’energia come in Formula E. Quindi i debuttanti faticano quando arrivano… per loro c’è come un piccolo shock, anche perché in questa categoria si guida in maniera abbastanza diversa. Pertanto io mi auguro, più che altro, che vengano create delle categorie “Junior” per aiutare i piloti giovani ad arrivare in Formula E più preparati”.

Questo è solo un augurio c’è già qualcosa su cui si sta lavorando?
“Non dipende solo da Nissan ma ci sono discussioni in corso in tale senso, per creare categorie Junior”

Come ha sottolineato Tommaso Volpe, che Nissan creda molto nella Formula E non appare in discussione. Addirittura, proprio nei giorni precedenti la tappa di Misano Adriatica (tappa che, tra l’altro, ha visto la prima vittoria Nissan in GEN 3), è arrivato nelle redazioni un comunicato che conferma la presenza della casa in Formula E per molti anni ancora, almeno fino al 2030!

Dalla stagione 13 (2026/27) alla stagione 16 (2029/30), quella della GEN4 sarà la più avanzata tecnologia di Formula E, quindi un laboratorio innovativo e di altissimo profilo per sviluppare soluzioni di mobilità elettrica. Basti pensare che la tecnologia GEN4 includerà caratteristiche quali una maggiore efficienza energetica con una capacità di rigenerazione fino a 700kW, una maggiore potenza, fino a 600kW, e innovazioni in materia di sicurezza.
Peraltro Nissan opera in tutti i Paesi dell’attuale calendario iridato e, quindi, la Formula E offre al costruttore l’ambiente perfetto per sviluppare la tecnologia dei suoi veicoli elettrici… nonché per promuovere e pubblicizzare per benino tencologie e automobili.                                                                                        Questo pluriennale impegno segna un’altra pietra miliare della visione “Ambition 2030”, il piano a lungo termine la cui strategia si fonda sull’elettrificazione. Tra gli anni 2024 e 2030, infatti, Nissan si appresta a introdurre la bellezza di 34 modelli elettrificati per coprire tutti i segmenti e raggiungere un mix di elettrificato pari al 40% a livello globale entro l’anno fiscale 2026 e del 60% entro la fine del decennio.

Nuovo design e nuovi contenuti tecnologici per Nissan Qashqai, il pioniere dei crossover si rinnova a tre anni e mezzo dal lancio della terza generazione, che ha fatto registrare otre 350.000 unità vendute in Europa.
Ora nuove linee taglienti, e un frontale completamente ridisegnato, conferiscono alla vettura un maggiore impatto visivo mentre la nuova griglia riproduce, in modo inedito e moderno, la tipica V-Motion frontale dei modelli Nissan. I nuovi gruppi ottici hanno linee più nette e gradevoli laddove il paraurti è ridisegnato.
Migliorati anche gli interni che, per le versioni top di gamma, sono impreziositi da inserti in Alcantara e da motivi decorativi.

Una delle tecnologie più utili e apprezzate dai clienti Qashqai è l’Around View Monitor, che tramite quattro telecamere perimetrali riproduce sul display centrale una vista dall’alto a 360° della vettura, molto utile in fase di manovra. Il sistema è ora stato migliorato e permette di selezionare singolarmente una delle 8 viste tra anteriore, posteriore, le 2 laterali e quelle dei 4 angoli della vettura, per individuare con maggiore dettaglio e tempestività eventuali ostacoli non visibili.

I sistemi di assistenza alla guida della nuova Qashqai sono più reattivi. La frenata automatica d’emergenza ha un sistema di rilevamento più efficace e interviene più rapidamente e pure il sistema che aiuta il guidatore a rispettare i limiti di velocità è stato aggiornato.
Sul rinnovato Qashqai rimane invece immutata l’unità di propulsione e-POWER, inventato e brevettato da Nissan, che in Europa sta riscuotendo un notevole successo fin dal suo lancio nel 2022.
Dopo averlo provato a lungo possiamo testimoniare della sua bontà. Il sistema è costituito da un motore elettrico che muove le ruote della vettura e da un motore termico che produce energia elettrica. Ma, attenzione, in nessun caso la potenza termica viene trasmessa direttamente alle ruote.

Il piacere di guida è quello tipico dei veicoli elettrici, con accelerazione brillante e lineare, ma niente ricarica alla spina e per fare il pieno di energia basta riempire il serbatoio di benzina. e-POWER potrebbe davvero rappresentare la una soluzione elettrificata più semplice e accessibile, reale momento di transizione verso la mobilità 100% elettrica, in grado di superare le remore degli automobilisti più “conservatori”. Senza dimenticare che le basse emissioni acustiche, e le ridotte vibrazioni, garantiscono massima silenziosità e comfort a bordo: è un vero piacere guidarla.