La Bizzarrini 5300 GT Strada è passata alla storia come una delle più
Performanti e affascinanti Gran Turismo mai prodotte.
Tanto da da spingere alcuni imprenditori del nuovo millennio a ridarle vita…

di Vittorio Gargiulo

La Ferrari aveva vinto da poco il Campionato del Mondo di Formula 1 eppure, nell’autunno del 1961, una vera burrasca attraversò il cielo di Maranello, al termine della quale otto, tra tecnici e dirigenti, si trovarono licenziati dalla sera alla mattina.
I rapporti tra Enzo Ferrari e i suoi più autorevoli dirigenti erano tesissimi, messi a dura prova da tempo. Le testimonianze di allora raccontano di una situazione deteriorata a causa delle interferenze (e di alcuni comportamenti “sopra le righe”) della signora Laura, moglie del Drake. Fatto sta che la miccia che aveva definitivamente fatto deflagrare una situazione già complicata fu il vivace alterco tra Gardini e lo stesso Ferrari, avvenuto una sera in un ristorante di Modena. Gardini si era lamentato pubblicamente per uno schiaffo ricevuto dalla sig.ra Laura e… da quel momento nulla fu come prima per tutti i protagonisti di questa storia.
Carlo Chiti e Giotto Bizzarrini, i due direttori tecnici, Romolo Tavoni, direttore sportivo, Girolamo Gardini, direttore commerciale, Federico Giberti, direttore di produzione, Ermanno Della Casa, direttore amministrativo, Fausto Galassi, direttore della fonderia e Enzo Selmi, direttore del personale, erano gli otto dirigenti messi alla porta e il comunicato con cui la Ferrari ufficializzò questo licenziamento di massa faceva riferimento a una generica “supervalutazione di fatti marginali che nulla hanno a che fare con la normale vita di un’azienda”.

Fu così che Ferrari perse due tra i più geniali ingegneri di quel periodo e fu così che la carriera dei due tecnici toscani prese altre strade, neppure troppo lontane da Modena.
Infatti, grazie alla “spinta” dei due progettisti e ai denari di alcuni facoltosi e appassionati imprenditori, in pochi mesi nacque a Bologna la ATS, che si prefiggeva di correre in Formula 1 e costruire autovetture Gran Turismo. Ingaggiati Phil Hill e Giancarlo Baghetti (entrambi ex Ferrari…) il team si schierò al via del Campionato 1963, mostrando un discreto potenziale ma raccogliendo ben pochi risultati.
Ma nel frattempo in ATS aveva visto la luce anche una bellissima Gran Turismo, battezzata 2500 GTS, interamente concepita da Giotto Bizzarrini.
Quando venne presentata la Salone di Ginevra 1963 la 2500 GTS lasciò a bocca aperta tutti i presenti: era in assoluto la prima GT al mondo che presentava il motore in posizione centrale, offrendo quindi una distribuzione dei pesi e degli ingombri molto innovativa, tale da far diventare improvvisamente vecchie tutte le Gran Turismo dell’epoca.
Ma la sorte della ATS era purtroppo segnata: dissapori tra i soci e i problemi economici strangolarono le ambizioni e poco dopo si giunse al definitivo stop… ma non prima di aver lasciato il segno alla targa Florio 1964, quando due ATS 2500 entusiasmarono. Velocissime e maneggevoli, erano agevolmente al comando della gara nella propria classe quando furono costrette al ritiro. Su aveva ceduto il nuovo impianto di accensione inglese, montato solo pochi giorni prima e mai collaudato a dovere.

Chiusa la carriera in Ferrari (dove, tra l’altro, aveva contribuito pesantemente ai progetti Testarossa e a varie versioni della 250 GT) e chiusa la parentesi in ATS, la carriera di Giotto Bizzarrini prese altre strade e decollo in modo definitivo. Colui che senz’altro è stato tra gli ingegneri e designer automobilistici più talentuosi che il mondo abbia mai visto, mise la propria firma sul progetto del propulsore Lamborghini V12 (utilizzato sulla 350 GT, modello di debutto della Casa) e sulla splendida Iso Grifo della milanese Iso Rivolta, un’altra breve e intensa storia degli anni sessanta.

E fu proprio il progetto della Grifo a porre le basi per la nascita della azienda Bizzarrini, che vide la luce a Livorno nel 1966.

Anche se l’avventura della piccola Casa livornese ebbe vita breve (chiuse i battenti dopo quattro anni soltanto) la sua 5300 GT Strada è passata alla storia come una delle più performanti e affascinanti Gran Turismo mai prodotte. Tanto da suscitare ancora oggi emozione e da spingere alcuni imprenditori del nuovo millennio a ridarle vita, aggiungendo la parola “Revival” alla sigla della vettura.

Attenzione, in questo caso non si tratta di un restauro o di una “scopiazzatura”! Bensì di un’autentica e fedelissima ricostruzione della GT di Giotto Bizzarrini, basata sugli autentici disegni di allora. L’unico rammarico è che i proprietari della “nuova Bizzarrini” sono Arabi e la costruzione avviene in Gran Bretagna… ma si tratta comunque di un clamoroso omaggio al genio italico.

Il primo prototipo della “Revival” è sceso in strada da pochi giorni per i test di durata finali, prima di avviare la (limitatissima) produzione.
Costruita nel Regno Unito, la 5300 GT Corsa Revival è realizzata utilizzando i progetti originali, utilizzando materiali di fornitori originali, con il contributo di esperti originariamente coinvolti nel progetto. Sono soltanto stati aggiunti alcuni miglioramenti (ad esempio, i serbatoi del carburante) dovendo conformarsi alle attuali normative di sicurezza. Originariamente i servatori erano situati in profondità nei sottoporta, così come dietro il guidatore; oggi, utilizzando la scansione 3D avanzata, gli ingegneri della rinata Bizzarrini hanno creato un serbatoio dalla forma complessa, riempiendo il vuoto disponibile nel telaio con una precisione impensabile per i designer originali.
La scrupolosa dedizione all’autenticità si estende anche alla vernice di questa vettura. C’è una storia lunga e complessa che circonda il colore noto come Rosso Corsa, con molte sfumature che pretendono di essere l’originale. Per garantire l’aspetto dell’auto esattamente come era all’epoca, il team Bizzarrini ha rintracciato un campione di colore da un pannello originale, che era stato nascosto alla luce sin dalla prima verniciatura, dando così vita al Rosso Corsa Bizzarrini 222.

Sviluppata per la prima volta come variante ad alte prestazioni della Iso Grifo A3C, la 5300 GT Corsa era stata disegnata da Giorgetto Giugiaro (e rifinita da Piero Drogo) e montava un motore V8. L’auto era leggera, veloce e affidabile.
Forse la 5300 GT più leggendaria è quella contrassegnata dal telaio 0222, divenuta famosa per le sue prestazioni nella 24 Ore di Le Mans del 1965. Quell’estate, a bordo della Bizzarrini, i piloti francesi Regis Fraissinet e Jean de Mortemart conquistarono la vittoria nella classe oltre 5 litri a Le Mans, finendo al nono posto assoluto. La vettura italiana aveva chiuso la gara con una velocità media di 169 km/h… ma a fine corsa era in condizioni talmente buone che lo stesso Giotto Bizzarrini si mise alla guida per rientrare in Italia.
Nell’adattare la “Corsa” alle gare su pista, Giotto Bizzarrini aveva montato sospensioni posteriori indipendenti e spostato il motore anteriore il più indietro possibile, ottenendo una distribuzione dei pesi decisamente vantaggiosa rispetto alle avversarie di quel periodo. Durante i test della Revival, misurazioni moderne hanno mostrato che ogni angolo dell’auto sopporta il 25% del suo peso complessivo. Il genio visionario di Giotto Bizzarrini l’aveva portato nel 1965 a soluzioni che offrano ancora oggi un perfetto equilibrio.

Ogni vettura delle 24 Revival previste sarà costruita a mano, con una carrozzeria in un unico pezzo, su un telaio in acciaio. All’interno, i due sedili sono protetti da un roll bar a sei punti, conforme ai regolamenti delle gare FIA “Appendice K” per vetture storiche. I primi test della Revival hanno rivelato un’auto che parrebbe leggermente più rigida degli esemplari originali. Le sospensioni posteriori indipendenti e i freni a disco devono tenere a bada i 400 cavalli di un V8 da 5.300 centimetri cubici (specifico del periodo originale) dotato di carburatori Weber 45 DCOE (Doppio Corpo Orizzontale E). Inoltre, con soltanto 1250 chilogrammi di peso, la Bizzarrini 5300 GT Revival Corsa vanta un eccellente rapporto peso/potenza.

La 5300 GT Revival Corsa sarà il primo modello a portare il nome Bizzarrini dopo innumerevoli anni e, come detto, verranno costruite un totale di 24 auto: “L’auto è ovviamente progettata per le corse ma saremo anche in grado di soddisfare il desiderio di qualsiasi cliente che desideri guidare questa spettacolare vettura su strada. – ha dichiarato Simon Busby, direttore marketing Bizzarrini – Abbiamo un’ambiziosa visione a lungo termine per il marchio Bizzarrini e la 5300GT Corsa Revival funge sia da introduzione che da promemoria dell’eredità storica di Bizzarrini. Siamo rimasti entusiasti delle prestazioni dell’auto durante i test di resistenza e ora, mentre le vetture sono in costruzione, stiamo perfezionando le proposte ingegneristiche e di design per la nostra moderna supercar. Utilizzando le più recenti tecnologie, quella sarà davvero una Bizzarrini per una nuova generazione, costruita con l’etica, la passione e i valori del nostro genio fondatore “.                                              Le prime consegne ai clienti della 5300 GT Revival Corsa sono in programma a partire da maggio 2022.

Una delle abilità più preziose di Giotto Bizzarrini è stata la sua capacità di lavorare ai limiti dell’ingegneria contemporanea. La 5300 GT originale faceva ampio uso del materiale leggero più esistente dell’epoca, la fibra di vetro. La 5300 GT Revival Corsa sarà costruita secondo le specifiche FIA “Appendice K” per le corse storiche e include una carrozzeria in fibra di vetro. “Se fosse stata disponibile, crediamo che Giotto Bizzarrini avrebbe quasi sicuramente utilizzato la fibra di carbonio, – ha affermato Christopher Sheppard, ceo di Bizzarrini – di conseguenza, la 5300 GT Revival Corsa sarà offerta anche con una carrozzeria completamente in carbonio, per quei clienti che non hanno bisogno di conformarsi alle normative FIA”.

Bizzarrini è il marchio automobilistico italiano fondato nel 1964 dal leggendario ingegnere Giotto Bizzarrini, un nome iconico nella storia automobilistica italiana. Il marchio è rinato nel 2020 sotto una nuova proprietà. L’azienda opera a Londra, Ginevra, Kuwait, Abu Dhabi e Dubai mentre in Inghilterra un piccolo stabilimento ospita l’assemblaggio dei 24 esemplari della 5300 GT Revival Corsa.

Rezam Al-Roumi, il proprietario di Bizzarrini, ha dichiarato: “Siamo estremamente entusiasti di riportare in vita il marchio Bizzarrini e la 5300 GT Revival Series rappresenta il passo iniziale per mostrare i nostri piani per una serie di auto nei prossimi anni, riflettendo sia l’eredità che la modernità di Bizzarrini”.