Se è vero che il mercato delle auto parla sempre più al femminile, molto resta da fare sul
fronte di una concreta parità di genere, sia all’interno delle Aziende che nel motorsport

Il mercato dell’automobile oggi parla sempre più al femminile, sul fronte degli acquisti oltre quattro auto nuove su dieci sono scelte e acquistate da donne mentre, dall’altro lato della barricata, un numero crescente di manager donna apporta un inedito valore aggiunto alle aziende per cui opera.
Resta ancora un gap da colmare soprattutto per le posizioni di vertice nel mondo automotive, ancora per lo più appannaggio di uomini.
Sono questi i principali dati emersi nel corso del Pink Motor Day, l’evento recentemente organizzato a Milano dalla rivista Fleet Magazine, con il patrocinio dell’Osservatorio Top Thousand, UNRAE e ANIASA.
Ma se caliamo questi dati all’interno di un enorme realtà multinazionale come Ford, le sorprese non mancano.

Per più di un secolo, il marchio Ford è stato pioniere nell’offrire opportunità alle persone, indipendentemente da razza, sesso, abilità, orientamento sessuale e ceto sociale, creando una cultura di appartenenza che fonda le sue radici nella diversità intesa come plus capace di generare innovazione e cambiamento. Non è un caso che, per il quarto anno consecutivo, Bloomberg abbia riconosciuto Ford tra le 418 aziende del suo 2022 Bloomberg Gender-Equality Index, in 45 paesi e regioni.
Per quanto concerne, in particolare, il concetto delle diversità, Ford ha l’obiettivo di diventare l’azienda globale più inclusiva e diversificata. La politica di Corporate Social Responsibility dell’Ovale Blu affronta anche alcune tematiche che costituiscono gli obiettivi dell’Agenda 2030 lanciata dalle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
Il primo di questi aspetti riguarda proprio la leadership aziendale di alto livello, dove il gap di genere appare ancora marcato. L’impegno di Ford si focalizza sulla priorità strategica assoluta che rappresenta per l’impresa l’emancipazione delle donne. Le azioni suggerite sono volte a stabilire obiettivi e traguardi a livello aziendale e misurare i progressi attraverso chiari indicatori di performance, riesaminando i requisiti per l’appartenenza al CdA e ad altri comitati aziendali. Tutto punta a rimuovere qualsiasi discriminazione o pregiudizio contro le donne.
A sostegno di questa visione, Ford si concentra sull’aumento della retribuzione femminile e sulla creazione di una cultura in cui le donne non siano costrette ad affrontare un maggior numero di ostacoli, rispetto ai loro colleghi uomini, nella loro ascesa professionale.

Il Pink Motor Day è stato occasione anche per la presentazione dell’analisi “Le Donne e l’auto”, illustrata da Cristiana Petrucci – Responsabile Centro Studi e Statistiche di UNRAE.
Lo studio evidenzia come sempre più donne oggi acquistino auto nuove con una tendenza di progressivo incremento. Nel 2021 la componente femminile di acquirenti privati di autovetture è arrivata a raggiungere il 43% di quota di mercato; era il 41% nel 2019 e 37% nel 2005. Valore che potrebbe essere anche più alto se guardassimo al reale utilizzatore del veicolo, indipendentemente dall’intestatario.

Seppur a doppia cifra il calo dei volumi del nuovo per le donne (-12%) nel 2021 è stato più contenuto di quello evidenziato dagli uomini (-19%). Nell’acquisto di autovetture usate, invece, gli acquisti in rosa mantengono una quota stabile di poco superiore al 38%. Nelle scelte delle donne sta crescendo repentinamente la rappresentatività delle ibride, che nel 2021 sono arrivate al 32,6% delle preferenze femminili (+3 punti percentuali rispetto agli uomini), grazie agli incentivi e alla indipendenza dalle infrastrutture di ricarica. In aumento anche la quota delle plug-in, all’1,6% (la metà circa delle scelte maschili) e delle elettriche pure, al 3,6% di quota sul totale, allineate alla quota detenuta dagli uomini.

Emerge quindi fortissima la necessità per le aziende automotive e del settore della mobilità di puntare sulla gender equality, non solo per una questione etica ma per migliorare la propria competitività: alla luce della crescente platea di donne che oggi procedono all’acquisto di un’auto, avere una donna nel top management, che sappia intercettare le esigenze e le preferenze di questo importate segmento di mercato, può risultare un fattore determinante. In questo senso appare interessante il contributo di Irene Facheris, esperta in gender studies, che ha rilevato come “Le aziende guidate da una CEO tendono ad assumere più donne e anche a pagarle di più e, quando la forza lavoro è composta almeno per il 20% da donne, si registra anche un aumento della produttività. Questo, dicono gli studi, accade perché le CEO sono meno condizionate da pregiudizi di genere in fase di colloquio e prestano maggiore attenzione alle competenze delle persone. In generale, un’azienda con una squadra diversificata ha più possibilità di crescita”.

Ma se in molte aziende del mondo automotive questi temi, seppur a fatica, stanno conquistando spazio e attenzione, resta invece tutto da colmare un gap importantissimo in pista, dove le ragazze sono ancora un’eccezione alla regola del dominio maschile.
Donne di successo come Maria Teresa de Filippis, Lella Lombardi, Michelle Mouton o Danika Patrick restano perle rare nella storia del motorsport e, a nostro parere, di certo non aiutano iniziative “ghettizzanti” quali quella del campionato W Series, riservato al gentil sesso.
Ancora oggi, sia nel mondo reale sia in quello dei videogiochi, le donne sono spesso penalizzate per il semplice fatto di essere donne.
Nonostante questo scenario, tuta, guanti, casco e controller iniziano ad insinuarsi sempre più vita delle donne, pronte a scendere in pista mettendo alla prova le loro abilità.
E va quindi sottolineato con la matita blu il progetto “The W Track” portato avanti da Ford Italia,
in partnership con Autodromo Nazionale Monza e Assetto Corsa, orientato al raggiungimento della parità di genere nel settore del sim-racing. E pensate che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata creata un’edizione speciale del leggendario circuito, battezzata The W Track, per simulare l’impegnativo percorso di carriera delle donne in questo campo.
“Siamo molto orgogliosi di presentare The W Track, un progetto che trascende sé stesso e lancia un messaggio molto forte, volto a promuovere l’inclusività e la parità di genere, aprendo un varco d’accesso universale a uno dei mondi più competitivi e divertenti di sempre, quello degli eSports” una dichiarazione importante… peccato però che a formularla sia stato un uomo, il Presidente e A.D. di Ford Italia Fabrizio Faltoni.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo delle donne nel mondo del sim-racing ma non abbastanza da essere rappresentativo, se si considerano le competizioni professionali dove, invece, è preponderante la presenza maschile, di età compresa tra 21 e i 34 anni.
Inoltre, la disparità di genere, si accompagna a situazioni di deficit in cui l’universo femminile è costretto a confrontarsi continuamente nel mondo del lavoro e nelle discipline sportive, senza la possibilità di disporre di un modello vincente di riferimento.
Commenta Alessandra Zinno, Direttore Generale di Autodromo Nazionale Monza: “La partnership con Ford e Assetto Corsa nasce dalla sintonia e da unità di vedute tra i tre brand su questi temi. Associare il nome di due aziende che hanno il loro core business in ambito automotive a un progetto di rilevanza sociale, non prettamente ancorato a dinamiche di pista, può diventare un punto di partenza per lo sviluppo futuro di altre proposte condivise”.

L’obiettivo di Ford è quello di creare il team più inclusivo degli eSports, partendo da Fordzilla, il team costruito sull’heritage Ford nel mondo delle corse reali, per gareggiare ai massimi livelli anche in quelle virtuali e che, al momento, vede una sola esponente femminile nel roster di piloti, la capitana Sara Stefanizzi (aka Kurolily).
L’iniziativa Ford a sostegno delle donne non si esaurisce con The W Track ma proseguirà con altri due appuntamenti, volti a ispirare e qualificare una generazione diversa di futuri driver: nei prossimi mesi prenderà vita il progetto Ford W University, giornate di corsi di guida sportiva su pista reale e virtuale riservate alle donne, con il supporto dei team di piloti della Ford Driving University e dei migliori sim-racers professionisti.
“Il fatto che ci sia solo una donna nel Team Fordzilla è una nostra mancanza. – ha affermato Fabrizio Faltoni – Sappiamo che le future progamers sono là fuori ma non le abbiamo cercate abbastanza. È chiaro che dobbiamo fare le cose in modo diverso. Non possiamo vincere una corsa senza nemmeno iniziarla e per questo abbiamo deciso di scendere in pista organizzando delle giornate di training dedicate alle donne”

Gender equality e inclusione sono, quindi, valori che accompagnano Ford nello sviluppo di una strategia aziendale capace di abbattere le barriere delle disuguaglianze. In questo ambito si inserisce anche il progetto Women of Ford, creato attraverso la formazione di un gruppo di dipendenti che lavora unicamente allo scopo di soddisfare le esigenze delle donne, attraverso il raggiungimento di una vision comune che preveda l’affermazione e la crescita professionale delle donne in ambito aziendale.
Obiettivo di questa iniziativa è quello di creare un ambiente di lavoro inclusivo che favorisca l’autenticità delle persone e l’uguaglianza sociale. Women of Ford parte da questi presupposti per il conseguimento dei suoi obiettivi strategici, a partire dall’aumento della percentuale delle donne a tutti i livelli aziendali e dal coinvolgimento degli uomini in azienda, promuovendoli a “sostenitori” ed “alleati”.