La 24 Ore non è andata nel migliore dei modi per Peugeot,
ma Le Mans è una sfida complicatissima,
per tutti… a partire dalla nostra 308 SW Hybrid

Non è mancato molto a Peugeot per portare a casa un bel risultato alla 24 Ore di Le Mans 2023.
Nell’edizione del centenario (e del trentennale della vittoria del 1993) le 9X8 della Casa del Leone hanno lottato per il podio e legittimamente mantenuto il comando per ampi tratti, prima che Gustavo Menezes finisse nelle barriere. Da lì, tutto si è complicato, tra problemi tecnici che purtroppo alla 24 ore sono ricorrenti. Alla fine, entrambe le vetture sono riuscite nell’impresa di completare la corsa ma lontane dal podio.

Le Mans non è una manifestazione unica e probante solo per le auto che si contendono la vittoria. L’evento inizia oltre una settimana prima, con le verifiche tecniche in Place de la Republique seguite dai test collettivi, ma anche solo arrivare alla Sarthe è impresa tosta.

O si prende l’aereo, ma si deve atterrare a Parigi e fare altre due ore in auto, o si arriva dall’Italia attraverso tanta autostrada, il tunnel del Monte Bianco e le strade statali francesi. Abbiamo viaggiato quasi sempre in modalità ibrida, a “batteria vuota”… a quanto pare in Francia non sono messi tanto meglio con le colonnine di ricarica rispetto all’Italia.
In tutto si resta lì per 12 giorni e quindi bisogna portare tanti, tantissimi bagagli. Dalle macchine fotografiche ai cavalletti, vestiti per ogni occasione (vista la variabilità proverbiale del meteo) sino agli “strumenti” per la notte della 24 ore. Quelli per dormire. Materassini, cuscini, coperte.                                                  Poi, si troverà un posto…. o ci si rifugerà in macchina…

La “nostra” Peugeot 308 SW Hybrid in questa “operazione” ha offerto comfort, sicurezza e spazio. È stata molto sfruttata ma, in compenso, ha vissuto            momenti davvero memorabili.
Si è infilata nella parata di sabato 3 giugno alle spalle delle vetture da corsa, tra due ali di folla, e ha aiutato qualche amico a spostare materiale da gara. È stata parcheggiata a pochi centimetri dalle vetture storiche della grande parata dei piloti… ma anche nello scomodissimo parcheggio stampa: con 1350 media accreditati, gli spazi erano contingentati.
Negli stretti parcheggi cittadini i sensori della 308 hanno fatto un superlavoro, evitando marciapiedi e strettoie.

Per le persone che ci lavorano, a partire dai piloti, la 24 ore è ancora più dura. In quest’edizione, sono stati tantissimi gli incidenti di grandi professionisti, a testimoniare quanto la competizione fosse sul filo del rasoio. Durante la corsa, i meccanici fanno 30 pit-stop, se tutto va bene, e dimostrano così di essere dei grandi atleti. Per fare arrivare le gomme calde alla vettura in gara, corrono come giocatori di football.
Ma ci sono anche gli ingegneri, che restano “accesi” tutto il tempo. Il Race Engineer, che si occupa della strategia, il Performance Engineer, che si concentra sulla prestazione pura. E poi il Data Engineer, che analizza dati telemetrici, dei pit-stop e del timing per trovare spunti di miglioramento. E anche lo Spotter, che guarda ogni possibile telecamera in pista e i monitor dei tempi, avvisando i piloti di chi e cosa hanno attorno.
Non mancano difficoltà anche per l’organizzazione logistica, un compito delicatissimo quando in gioco ci sono più di 20 persone a macchina da nutrire, spostare e far dormire.
Ma, alla fine di tutta questa fatica, e pure se fai tutto bene, il risultato non è mai scontato. Il meteo, gli errori altrui, le safety-car, i detriti, possono in un momento condizionare tutto il lavoro e tutti i sacrifici. Anche per questo si dice che sia Le Mans a scegliere il proprio vincitore.

Con la 9X8, Peugeot ha deciso di fare tutto in casa, usando un concept innovativo, radicale, che rinuncia perfino all’alettone posteriore. Una macchina che va in direzione contraria rispetto ad altre Case, che hanno scelto soluzioni “a scatola chiusa” affidandosi a costruttori specialisti. Questo spiega anche le tante problematiche incontrate.
Per far funzionare qualcosa di così nuovo e originale ci vuole tanto tempo, ma col successo della formula Hypercar, che dà l’impressione di poter durare per molti anni, di tempo per rifarsi ce ne sarà.
Mentre per il popolo della 24 Ore, ci saranno ancora tanti chilometri, autografi, notti insonni, parate, articoli, foto, gomme da cambiare, dati da interpretare e forse (ma solo forse), alla fine, un sorriso e una vittoria.

La 308 SW che ci ha accompagnato a Le Mans si distingue per il design ricercato e originale anche se, va detto subito, in Francia ne circolano davvero tante e ci si fa presto l’occhio. Spiccano la grande “bocca” con texture in 3d, e i “denti” verticali a led, che si estendono sul paraurti conferendo una personalità distintiva… anche se risultano abbastanza esposti a possibili strisciate.
I passaruota sono sporgenti, con un effetto molto sportivo, sia all’anteriore che al posteriore, mentre è presente nella parte bassa delle portiere un incavo che aumenta la dinamicità.
Il posteriore è spigoloso e aggressivo, con fanali estremamente ricercati che sono sormontati da uno spoiler piuttosto pronunciato. Gli allestimenti Allure e GT portano in dote un estrattore posteriore e uno splitter anteriore, che aumentano la sensazione di sportività. A tal proposito, non si possono non notare i cerchi da 18 pollici con gomme dal profilo ribassato da 40.

Il tono sportivo è anche all’interno, dove le finiture sono di qualità. L’i-Cockpit con il dash 3d e il volante di dimensioni ridotte caratterizza il cruscotto, mentre un doppio touchscreen gestisce quasi tutte le funzioni della vettura. Una soluzione esteticamente bella ma a volte difficile da gestire in particolare per quanto riguarda il “clima”. Splendidi i sedili in pelle nappa blu, traspiranti e massaggianti con tanti programmi per ogni parte della schiena, fatto particolarmente apprezzabile in viaggi lunghi come questo.
Lato bagagli, le lodi si sprecano. Il baule è capiente e la forma regolare permette di caricare molto grazie anche alla soglia di carico bassa.

Dal punto di vista tecnico, la 308 della nostra prova è una Plug-in Hybrid con un 1.6 turbo da 150 cavalli, accoppiato a un’unità elettrica da 110, per un totale “di sistema” di 180 cavalli. La batteria è da 12,4 kW e permette di percorrere fino a 60km. A spiccare però è l’ottima gestione del sistema ibrido, che permette di sfruttare la batteria in modo intelligente anche in autostrada, centellinandola e spendendola per il “veleggiamento”.

A batteria carica, l’accelerazione è quasi da sportiva, ma l’assistenza è percepibile e aiuta a trarsi d’impaccio anche in modalità ibrida a batteria quasi esaurita. Assistenza validissima anche quella degli ADAS, in particolare con il Cruise Control Stop&Go che aiuta a “riposare” quando si è in coda      ed è tra i migliori della categoria.

La nuova arrivata della famiglia 308 si chiama E-308, versione 100% elettrica che va ad affiancare le versioni termiche ed elettrificate già presenti a listino. Spinta da una motorizzazione che eroga 156 cavalli, offre, in base ai livelli di equipaggiamento, un’autonomia che può arrivare fino a 411 km. Altro elemento fondamentale è la batteria di nuova generazione. Si tratta di un accumulatore ad alta tensione da 54 kWh (51 kWh utilizzabili) che funziona a 400 volt e ha una nuova composizione chimica con l’80% di Nichel, il 10% di Manganese e il 10% di Cobalto. 

La 308 SW Hybrid 180 cv parte da 36.350 euro per la versione Allure, mentre la GT sale a 39.750 euro. Altri 2.000 euro servono per aggiungere gli interni in Pelle Nappa, oltre ai 950 euro per il tetto panoramico e ai 1.000 per il massage pack. Comunque l’equipaggiamento di partenza è già più che completo. Per la GT, spicca il pacchetto di assistenza alla guida al livello più alto venduto a 200 euro soltanto.